Occupazione femminile 2012. Al sud è “emergenza sociale”

Pubblicato: 27 ottobre 2012 in Uncategorized

ImmagineI dati sull’occupazione femminile nel 2012 ancora una volta evidenziano le difficoltà del lavoro nel Mezzogiorno, per il quale l’Istat parla del 35,9% di giovani che non riesce a trovare un impiego e addirittura del 51,8% di donne tagliate fuori da qualsiasi attività professionale. Si tratta quindi di una vera e propria  emergenza sociale messa in luce anche nel dossier “la condizione e il ruolo delle donne per lo Sviluppo del Sud” diffuso a marzo 2012 dallo Svimez, l’Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno. I dati riferiscono che nella fascia di età 15-34 anni al Sud, nel 2010, lavorava regolarmente meno di una giovane su quattro, con un tasso di occupazione fermo al 23,3%, con le donne laureate che, “anziché essere oggetto di politiche di sviluppo, rischiano di restare a casa con bambini e anziani a causa del sistema di welfare che ostacola la conciliazione lavoro-famiglia”. E non va meglio alle under 64, con un tasso di occupazione del 30,5%, distante quasi 30 punti percentuale da quello della media europea, di 58,2%. Ma attualmente la situazione  è notevolmente peggiorata. Secondo lo Svimez, infatti, i dati sull’occupazione femminile  2012, che parlano ufficialmente del 15,4% di donne meridionali disoccupate, non sono reali, in quanto non tengono conto di coloro che dopo diverse esperienze lavorative di precariato vengono assorbite nel cosiddetto “sommerso”. Sottraendo queste donne a quello che lo Svimez definisce il “limbo statistico di chi non è occupato né disoccupato”, la cifra delle disoccupate triplica, passando da 393 mila a 953 mila. Se poi si aggiungono le cosiddette “scoraggiate”, ovvero coloro che per l’Istat sarebbero disponibili a lavorare, ma che hanno smesso di cercare un impiego, delle 893 mila donne italiane che si trovano in questa condizione, 575 mila sono al Sud. Questi dati sull’occupazione femminile 2012 sottolineano una generale difficoltà per le donne nel trovare lavoro, soprattutto al Sud. Per contrastare questa situazione la riforma Fornero, approvata il 31 maggio 2012, prevede una serie di facilitazioni per incentivare le aziende ad assumere personale femminile. In particolare, l’articolo 53 del disegno di legge stabilisce sgravi fiscali per “le assunzioni, a partire dal primo gennaio 2013, di donne di qualsiasi età prive di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi” residenti in aree cosiddette “svantaggiate”. Questo significa per le imprese una riduzione del 50% dei contributi per 12 mesi  che, in caso di assunzione della lavoratrice con contratto a tempo indeterminato, può arrivare fino a 18. Noi di Formiche Giovani ci auguriamo che tali misure sia davvero applicate e che contribuiscano  effettivamente a migliorare la condizione lavorativa delle donne  al Sud, e dei giovani in generale, eliminando lo sfruttamento dei lavoratori impiegati nel sommerso o nel lavoro in nero, che non offrono loro nessuna garanzia, tutela e sicurezza.

Formiche Giovani // Graziella Giorani Castellani

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