Spending review, per colpire gli sprechi e non solo

Pubblicato: 18 ottobre 2012 in Uncategorized

ImmaginePer ottenere il successo dei programmi di risanamento dell’economia e per stimolare la crescita e la competitività, il Governo  ha saggiamente evidenziato l’importanza del contenimento dei costi degli apparati burocratici ed ha intrapreso, attraverso il decreto legge Salva Italia, la revisione della spesa pubblica. Si può affermare che in quasi tutti i provvedimenti emanati dal governo attuale siano state contemplate normative in questa direzione. Il processo di revisione della spesa, che viene comunemente definito, sulla base di simili esperienze internazionali, “spending review”, è infatti uno dei punti fissi dell’attività governativa. In Italia, un’operazione di questo tipo è cominciata diversi anni addietro e dalle prime analisi effettuate sono emersi risultati tutto sommato apprezzabili. Peraltro, questo strumento di razionalizzazione della spesa pubblica era presente come detto già in altri paesi del mondo. L’intento non sarebbe quello di ridurre la qualità e la quantità dei servizi ma quello di colpire gli sprechi migliorando l’utilizzo  delle risorse a disposizione nell’apparato statale. Contenere i costi della pubblica amministrazione, ora più che mai ,è diventato un imperativo irrinunciabile. A riguardo, è stato anche creato un sito web per raccogliere segnalazioni da parte dei cittadini. In realtà, questo problema in Italia è così radicato che ogni intervento può sembrare inutile o insufficiente rispetto alla sua reale portata e si rischia di confondere lo spreco con l’effetto. Sicuramente, esaminare i numeri e dati concreti aiuta a conoscere lo stato delle cose,  però, come in molti processi di trasformazione sociale, la possibilità che si  esca fuori dai binari e si corra troppo, mettendo a rischio problemi importanti per il paese è verosimile. Questo può accadere in quanto bisogna analizzare sempre più da vicino gli effetti dei tagli operati che, in molti casi, possono costituire gravi perdite sociali. In questo senso,tra i settori più delicati, che richiedono una attenta e profonda verifica ,ci sono la sanità, la scuola ma anche i trasporti e la sicurezza. In altre parole, la “spending review” se non commisurata alla realtà di quel momento storico può avere contraccolpi troppo forti da assorbire. Se poi si analizza il problema dalla parte dei lavoratori della colossale macchina burocratica, la “spending review” può diventare fonte di inasprimento delle condizioni di lavoro che, per molti dipendenti pubblici, sono già difficili. L’auspicio è che questa trasformazione, che sembra ormai inarrestabile, si confronti, sempre più da vicino, con le esigenze sociali future del Paese.

Formiche Giovani // Alessandro Riccio Cobucci

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