Io, Dottoressa. Medico di base alle porte di Roma

Pubblicato: 1 ottobre 2012 in Uncategorized

RIOMA – Medico di base in un paese a nord di Roma da oltre dieci anni, sposata con due figli, non ne  riveliamo le generalità e non indichiamo la località per rispetto della Sua  “privacy” e dei suoi mutuati.

D:Quanti iscritti ha presso il suo ambulatorio, o ambulatori se ne ha più di uno,può rivelarcelo almeno a grandi linee?

R:1.200 circa

D:Può essere ancora condizionante essere un medico donna oggi?

R: No, non direi, non trovo pregiudizi da parte dei miei assistiti,anzi le donne parlano più liberamente dei loro problemi con un’altra donna. Forse gli uomini hanno qualche titubanza a parlarmi di problemi relativi alla sfera sessuale,ma cerco di metterli a loro agio e di parlargli in maniera professionale.

D:Nella provincia di Roma vivono molti immigrati ,tra cui anche extracomunitari, senza entrare nei dettagli,che rapporto ha stabilito con loro?

R: Buono, perché cerco di trattare tutti allo stesso modo,con il massimo rispetto.

D: Sanno districarsi tra i meandri tortuosi della burocrazia sanitaria laziale?

R: Devo dire che la maggior parte di loro è molto informata,anzi già si lamenta delle liste d’attesa che ci sono per le prenotazioni di visite e indagini varie.

D:Nei paesi dell’ex blocco sovietico esistevano condizioni sanitarie di pessimo livello,per quello che Lei ha potuto constare,ci sono  problemi di integrazione con il nostro Ssn?

R:Ho riscontrato parecchi casi di epatite sia B che C, contratti  proprio a causa della scarsa igiene e profilassi delle malattie infettive. Ho notato, inoltre, una tendenza ad esagerare nel dichiarare la sintomatologia,quasi per paura di non essere presi in considerazione.

D:Quindi, lei sconsiglierebbe, per esempio,ad un italiano che volesse risparmiare sulle cure dentarie, di effettuare un viaggio in quelle aree dell’Europa orientale in cui si prospettano grandi vantaggi economici?

R:Certamente, non consiglierei mai a nessuno di rischiare sulla propria “pelle”.

D:Per valutare il livello di civiltà di una nazione,solitamente, si prendono in considerazione quattro settori importanti della società:sanità, trasporti, giustizia ed istruzione. Dove collocherebbe la sanità nazionale dovendo fare una graduatoria tra i quattro aspetti della società attuale, sempre che abbia avuto modo sperimentare la qualità del servizio degli altri tre?

R:Probabilmente al primo posto,perché in Italia,checché se ne dica,tutti possono accedere ai servizi sanitari;i bambini,per esempio, nascono in ospedale,sono tutti vaccinati e hanno la possibilità di essere seguiti da un pediatra. Chi ha bisogno di un intervento chirurgico d’urgenza viene operato,i pronto soccorso,nonostante le lunghe attese,gestiscono le emergenze  e i medici di base,categoria di cui faccio parte,sono sempre disponibili per la gestione e prevenzione  della salute di tutti, italiani o stranieri, con reddito o senza .

D:Cosa consiglia  al paziente che, lasciandosi prendere dal  panico, al minimo accenno di malessere, intasa il pronto soccorso delle aziende ospedaliere dislocate sul territorio?

R: Gli dico che sbaglia,perché bisogna prima rivolgersi al proprio medico curante,che con la professionalità e  l’esperienza è in grado di gestire la maggior parte delle situazioni.

D:Come valuta il servizio del 118?

R: Buono.

D:Dovendo affrontare un’emergenza sanitaria a Londra,Parigi e Roma in
quale di queste tre città sarebbe preferibile trovarsi?

R:PARIGI

E’ più utile o più pericoloso vaccinarsi?

R:E’ senz’altro più utile

D:A che età consiglia ai genitori di trasferire i figli dal pediatra al medico di base qualora la normativa lo consenta?

R: Dopo i sei anni è consentito dalle normative vigenti e credo  sia l’età giusta, tranne nei casi di cure particolari,che necessitino di essere seguite da uno specialista.

D:In definitiva,provi ,oltre ad esprimere un voto globale sul Ssn  e nello specifico  su quello laziale, a dirci quali secondo Lei siano i principali  problemi che affliggono la sanità oggi.

R: La sanità italiana ha delle carenze organizzative e le risorse potrebbero essere sfruttate meglio,la burocrazia dovrebbe essere snellita moltissimo e i servizi essere meglio fruibili dalle fasce più deboli,come i portatori di handicap e gli anziani. Il mio voto, comunque, è la sufficienza.

FORMICHE GIOVANI // Alessandro Riccio Cobucci

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