Condivisione e partecipazione. Perché il futuro si costruisce giorno dopo giorno

Pubblicato: 29 settembre 2012 in Uncategorized

ROMA – Valanghe di informazioni variegate e confuse: questo è ciò che fronteggiamo quotidianamente grazie a nuovi e potentissimi mezzi di comunicazione sia interpersonali che di massa. Telefonini iper-potenti, web  TV invadono e condizionano le nostre abitudini più consolidate. Impreparati come siamo a tutto questo, la reazione spontanea si divide tra il rifiuto tout court  e la produzione estemporanea di nuova informazione. Rifiuto e spavento, si diceva, si traducono spesso in un becero e preoccupante qualunquismo: in campo economico diventa lo shopping compulsivo (leggasi “ansia da centro commerciale” n.d.r.), in campo politico diventa anti-politica (“sono tutti uguali”…), in campo sociale diventa egoismo e mancanza di solidarietà. In misura minore ciascuno di noi reagisce poi con produzione scellerata di nuova informazione trash: ci improvvisiamo grandi economisti o fini  politologi, opinionisti su temi delicati quali globalizzazione e macro-economie, parliamo di riforme istituzionali come del nostro prossimo week end. Poco frequentata da tutti noi, probabilmente, una dose anche omeopatica di sana autocritica sarebbe necessaria, ma c’è da domandarsi se oltre a queste razioni esista una terza via davvero percorribile. Sebbene poco significativa dal punto di vista numerico, assume invece una grande valenza etica e sociale la politica del “piccolo”: della mia città, del mio paese o quartiere, la politica del mio palazzo e della mia parrocchia. Le attività di volontariato più o meno organizzato e delle piccole (a volte piccolissime) realtà locali di solidarietà, delle iniziative benefiche e no-profit. Tutto questo ci interroga quotidianamente e richiede spesso la nostra iniziativa e partecipazione. Molti esempi ci vengono dal passato, ed anzi il nostro amato paese è ricco di eccellenze nei più svariati settori della “piccola” politica e della “piccola” economia: le fabbriche di provincia diventate esempi di funzionalità e modelli internazionali, fino ai politici della piccola sezione o dell’associazionismo divenuti statisti. Esempi seppelliti purtroppo dal becerume e dal pressappochismo dilagante, ma alla luce dei quali  forse abbiamo ancora ragione di conservare la speranza e di investire sul nostro futuro. Tramontate le ideologie, nella nostra quotidianità ciascuno di noi può ancora mettere in gioco il proprio personalissimo capitale di entusiasmo e di passione per far vivere un progetto, partecipare con altri al funzionamento delle piccole realtà locali, sentirsi responsabile in prima persona di ciò che accade vicino a noi.

FORMICHE GIOVANI // Massimiliano Piantini

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