Casa dolce casa. Ma ci si indebita, spesso, per una vita

Pubblicato: 29 settembre 2012 in Uncategorized

ROMA – In Italia, il mercato immobiliare a perdita di memoria non ha mai conosciuto grandi crisi anzi,da quando sono nato,dai tempi del boom economico, è sempre stato uno dei settori più importanti della nostra economia.  Nella nostra cultura, dopo la famiglia, la casa, viene ad occupare un posto rilevante insieme all’automobile, al posto fisso ed alla buona ristorazione. Nel resto del mondo esistono altre priorità, in America, per esempio, dove tendenzialmente le abitazioni sono di modesta edilizia rispetto alle nostre,si cambia casa con una facilità che per noi sarebbe impensabile. Quando  i nostri governi hanno bisogno di prelievi immediati attuano manovre finanziarie che, aggrediscono tutti quei beni di consumo e non (le sigarette, la benzina ecc.) in cui il bel paese è ancora radicato. La casa è quasi sempre stata tenuta fuori dalle grandi manovre fiscali, tanto è vero che, quando è stato soppresso l’Ici dalla prima casa,che per qualche fortunato era un’imposta ridicola rispetto al livello dell’abitazione che possedeva, sembrava avessimo  vinto un terno al lotto. In realtà, sembrerebbe che ci staremmo dirigendo sempre più verso  un’economia  di tipo americana, dove la tassazione colpisce prevalentemente i patrimoni e non i redditi od i consumi che, invece,per quanto possibile, in quei contesti altamente capitalistici,sono favoriti. Noi ,in Italia, crediamo che possedere una seconda o una terza casa  sia comunque una cosa non impossibile da raggiungere. Al contrario, in certe economie forti sono lussi che appartengono solo alle classi sociali economicamente più elevate. Oggi, con l’introduzione dell’IMU, siamo tutti in preda al panico non sapendo se i sacrifici di  anni compiuti per la casa saranno divorati in futuro dalle fameliche casse dell’erario. E’altrettanto vero che non si possono sostenere  i costi di uno stato,  con il solo  apporto delle tasse sui redditi e sui consumi , tralasciando un pilastro dell’economia:il grande patrimonio.  Anche perché, lasciando fuori dall’imposizione fiscale gli immobili,  il grande evasore,  godendo di una posizione privilegiata, continua a vivere sulle spalle delle fasce sociali  più deboli . Quest’ultime ,peraltro, producono redditi,  prevalentemente da lavoro dipendente, ormai arrivati ai limiti della sussistenza. E’ ovvio che volendo salvare il mercato, il governo dovrebbe emanare quei provvedimenti atti a sgravare i costi che girano intorno alle compravendite delle case. Attualmente,quando  si acquista un immobile si pattuisce un prezzo e poi, con le spese accessorie, si raggiungono prezzi finali improponibili per l’attuale contesto economico. In Italia ,non è mai esistito un mercato reale dei prodotti e servizi,tutto è lasciato agli accordi tra associazioni , corporazioni, ecc.. Ad aggravare questa situazione, si sono scatenati tanti presunti addetti ai lavori(sono quasi raddoppiati nel decennio appena trascorso), che,  con la loro profonda ignoranza della materia economica, hanno terminato col distruggere anche le ultime nicchie di mercato ed  hanno creato  delle gravi diseconomie che, pagheremo per molto tempo ancora.  Quando ci si lascia sedurre da facili guadagni  ed immediati,se non si conoscono le regole del gioco,bisogna chiedersi  alla fine chi pagherà il conto. Oggi la fotografia del mercato immobiliare è la seguente:resistono solo spazi esigui dove è comunque sempre più difficile lavorare. Chi ha acquistato la casa qualche anno addietro farebbe meglio ad abitarla per almeno un decennio a meno di non volerci rimettere fino a un  buon 40% del prezzo pagato. Chi invece dispone di liquidità,dal momento che le banche hanno ridotto notevolmente l’erogazione dei mutui, ha sicuramente la possibilità di acquistare ad un prezzo più realistico. In altre capitali europee, certamente meno belle delle nostre città d’arte ma,sicuramente più vivibili ed integrate in contesti economici più forti ,una casa in zone centrali difficilmente supera i duemila euro al mq. Un’economia come quella italiana, che esce ridimensionata dalla crisi finanziaria che ha investito tutto il pianeta, oggi ha una grande occasione per uscire definitivamente dalle tante incongruenze che sono comunque inaccettabili per un paese civile:in primo luogo, urge una lotta serrata all’evasione fiscale,in secondo luogo sarebbe il caso di intervenire  sulle banche ,che hanno erogato mutui e non solo, con rate da settecento euro al mese a chi ne guadagna milleduecento, servirebbe poi una revisione  sulle valutazioni, soprattutto quelle relative alle agenzie delle entrate, che oggi sono fuori mercato, ci vorrebbe infine una classe politica che intraprenda un programma serio ed immediato per l’adeguamento degli stipendi  all’attuale costo della vita  per non comprimere ulteriormente i consumi interni. Operando in questa direzione , anche la famigerata IMU ci spaventerebbe meno e, forse, si garantirebbe alle future generazioni la possibilità di acquistare una casa senza indebitarsi per una vita intera.

FORMICHE GIOVANI //  Alessandro Riccio Cobucci

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commenti
  1. Claudio Lozzi ha detto:

    ottima analisi, peccato che in pochi abbiano tale acume tattico, condizione quest’ ultima che è concausa dei problemi di questa nazione.

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