Lo “tsunami” che verrà

Pubblicato: 28 settembre 2012 in Uncategorized

ROMAA volte sembra che alcune persone dimentichino troppo in fretta il passato. Dimostrano di non avere memoria di ciò che sono state le conseguenze drammatiche di interpretazione o di valutazione di un evento già accaduto e delle quali si dovrebbe invece far tesoro per evitare di commettere gli stessi errori. Fuor di metafora e per essere più chiari, in questa fase stiamo vivendo un terremoto politico, a mio giudizio, più grave, più esteso e più profondo di quello degli anni Novanta, senza che i vertici dei partiti tradizionali mettano in atto subito azioni per evitare, o più verosimilmente, per limitare i danni incalcolabili dello tsunami che sta per travolgere l’intero sistema italiano. L’ onda anomala, che si sta ulteriormente alimentando dallo sconcerto, dallo sgomento, dall’indignazione della società civile, e che soprattutto in questa fase è costretta a sacrifici enormi, a causa della prassi politica diffusa di incapacità e disonestà, sta per abbattersi su questa nostra Italia. Nessun partito tradizionale sembra veramente rendersi conto che la stragrande maggioranza delle persone finirà per non votare o per dare il consenso, non a loro, ma a chi sta dimostrando di  ascoltare, di interpretare al meglio il bisogno profondo di rinnovamento totale.  Nessun politico si sta impegnando attivamente nel ridefinire un patto sociale con gli elettori all’insegna della rettitudine, dell’impegno serio e responsabile per il perseguimento del bene comune. Ciò che si sta ascoltando ora invece è solo retorica, un modo di fare politica già consolidato e in cui si ritrovano solo spot demagogici e populistici, obiettivi solo ideali e poco perseguibili in questo momento critico. Gli italiani e le italiane hanno bisogno di persone serie e capaci, in grado di ridare credibilità, fiducia e sicurezza economica e sociale. Hanno bisogno di insediare le persone più competenti ai vertici di ogni relativa istituzione affinchè possano ricercare ed implementare le migliori soluzioni, nei termini di efficacia ed efficienza,  ai tanti problemi da affrontare. Hanno bisogno di credere che possa esserci un futuro migliore soprattutto per le nuove e le vecchie generazioni, con più solidarietà ed equità per tutti. In questo momento storico è soprattutto la povertà relativa, che le persone percepiscono, a fa si che aumenti il grado di insoddisfazione sociale e di contrasto verso chi, la classe politica attuale, ha dimostrato di non essere all’altezza del compito istituzionale a cui era stata demandata. Le rivolte di piazza in Grecia e in Spagna sono un ulteriore monito a chi pensa di continuare a fare politica e governare in questo modo. Per questo, noi di Formiche giovani, ci uniamo a quanti chiedono e sperano in una  politica nuova in grado di adempiere con coscienza e serietà al ruolo istituzionale  di operare per il bene comune e prima che lo tsunami travolga l’intero sistema Italia, portando con sè anche quello che di positivo c’è ed è stato fin qui fatto. 

FORMICHE GIOVANI // Graziella Giorani Castellani

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